* quaderni di ricordi

Che forma hanno i ricordi?

A volte, quella di una pagina scritta: dell’inchiostro che colora i fogli, di un tratto della penna che fa sentire le parole in rilievo quando ci passi sopra con le dita, della calligrafia che cambia quando cresci.

Quella di un quaderno ritrovato per caso sul fondo di un cassetto o nascosto in una pila di libri. Lo risfogli e pagina dopo pagina incontri la parte di te che avevi lasciato tra le righe scritte a mano: tra gli appunti su un libro appena letto e le ricette di tua madre; il nome della pasticceria in cui adoravi fare colazione la domenica mattina e il calendario del mercatino dell’usato in cui compravi vecchie edizioni dei classici; tra gli elenchi dei libri da comprare e dei ristoranti in cui tornare; le liste di viaggi da sognare e l’indirizzo di quella brasserie di Parigi in cui avevi mangiato l’omelette più buona della tua vita.

I “quaderni di ricordi” sono luoghi di carta in cui custodire la nostra memoria: quella fatta di momenti piccoli, di belle giornate, di dettagli di cui troppo spesso ci dimentichiamo, ma che sono i pezzi più piccoli di cui si compone la felicità.
Sono piccoli archivi di ricordi divisi per temi.

Il primo non poteva che essere dedicato ai libri: I libri che ho letto.